fa.r.m.

Volevo solo andare a ballare

 

VOLEVO SOLO ANDARE A BALLARE

“E hanno avuto un coraggio incredibile, quelle che hanno avuto la forza di imporsi e di entrare nella Resistenza, ed ecco perchè eravamo puttane…corrispondeva alla mentalità di allora.”

“Son staffette” come se dicessero “cameriere” ma chi poteva pensare durante il fascismo che le donne avrebbero avuto quel coraggio, quel riscattarsi dall’acquaio.

Liliana Benvenuti, nome di battaglia “Angela”

 

Alla luce della Memoria è necessario trovare nuovi metodi di comprensione del presente, un presente che in modo inesorabile riproduce condizioni favorevoli allo sviluppo di ideologie autoritarie.

È necessario trovare altri strumenti di lettura, altre parole: un racconto che parli a tutti e che abbia un impatto emotivo capace di favorire uno spazio di riflessione autonoma.

Volevo solo andare a ballare, a partire dalle testimonianze dirette, racconta storie di Donne della Resistenza: il loro coraggio, la determinazione ma anche l’ironia e la poesia.  

Le donne sono state sono state protagoniste in prima linea della guerra di Liberazione  al di là dei racconti che le descrivevano come eterni angeli del focolare. Sono state in prima linea subendone le pesanti conseguenze, ma sono state capaci  di cambiare il proprio futuro e quello delle altre donne: un’evoluzione della società di cui ancora sentiamo l’influenza e che non è ancora finita.

La narrazione di Giusi Salis si intreccia con le voci di Rina, la sorella di Bruno Fanciullacci e poi Angela, Didala, Toschina, Elena interpretate da Fiamma Negri.

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